Playboy dice stop alla rivista cartacea dopo 66 anni

Playboy, la celebre rivista erotica nata a Chicago, dopo 66 anni di attività, interrompe la produzione e la stampa di ciò che l'ha resa famosa in tutto il mondo: la versione cartacea del magazine.

LA STORIA DELLA RIVISTA 


Playboy è stata la prima rivista dedicata esplicitamene alla fotografia erotica. Ideata da Hugh Hefner nel 1953, grazie al forte carisma ed allo standing del fondatore, riuscì ad entrare nelle case degli uomini di mezzo mondo giocando un ruolo da protagonista nel movimento della rivoluzione sessuale.
Il logo iniziale del brand era un cervo, volto a richiamare il rito maschile della caccia. Un colpo di genio dell'ufficio marketing lo sostituii in seguito con l'ormai famoso coniglio dalle lunghe orecchie.
L'apice del magazine fu negli anni 70 dove ad essere vendute erano milioni di copie. Ne è un esempio l'edizione USA del novembre 1972 che vendette oltre 7 milioni di copie.


La copertina fu realizzata da Rowland Scherman ed immortalava la modella Pam Rawlings
Dall'idea originaria del magazine si sviluppo successivamente la Playboy Enterprises, quotata alla borsa di New York con la sigla PLA, che si occupa dell'intrattenimento per adulti attraverso ogni tipo di media esistente.

L'ERA DELLA DIGITALIZZAZIONE


Dopo 66 anni dal suo esordio, Playboy ha deciso di interrompere la produzione e la stampa della versione cartacea della rivista continuando la pubblicazione solamente in versione digitale dove, nel solo 2019, è stato registrato un aumento del 30% degli abbonamenti.
Sicuramente, per quello che rappresentava, l'eliminazione del cartaceo è un duro colpo per gli appassionati del genere ma l'era della digitalizzazione colpisce tutti i settori, anche quello a luci rosse.

ALCUNE COPERTINE STORICHE DELLA RIVISTA