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Intervista a Benedetta Maione: la Graphic Designer fondatrice di Anti Racism Club

Intervista a Benedetta Maione: la Grapich Designer fondatrice di Anti Racism Club che con le sue creazioni ha conquistato i social network.

Intervista a Benedetta Maione

Durante il lockdown siamo stati colpiti dai lavori di una Graphic Designer napolata: Benedetta Maione. I suoi lavori mischiano il mondo del fantastico a quello del reale, creando un connubio unico nel suo genere. Quello che più ci ha incuriosito sono stati gli stimoli e le sensaziomi che i suoi lavori sono in grado di trasmettere all’osservatore. Partendo dalla Disney e passando per il mondo dello streetwear, i lavori di Benedetta sono dei capolavori in grado di trasportare il pubblico in un mondo surreale ma dannatamente meraviglioso.

Hypebae l’ha menzionata in un articolo grazie ai suoi filtri su Instagram. Noi non potevamo lasciarci sfuggire l’opportunità di intervistarla e, quindi, l’abbiamo fatto!

Intervista a Benedetta Maione

1) Benedetta, raccontaci un po’ di te. Dove sei cresciuta, cosa hai studiato e come sei arrivata a fare ciò che fai. 
Classe 91, nata sotto il segno dell’acquario e sono partenopea al 100%. A pochi passi dalla laurea in Giurisprudenza decido di appendere i codici al chiodo e di iniziare a studiare graphic design e web design all’Ilas (Istituto Superiore di Comunicazione Napoli), spinta dal sogno che avevo da bambina di disegnare cartoni animati.

2) Durante il lockdown di inizio 2020 i tuoi lavori che legano personaggi dei cartoni animati Disney a fotografie di paesaggi reali hanno fatto il giro del mondo. Da dove è partita l’idea?
La scelta della Disney, che amo moltissimo, è collegata al lockdown. Improvvisamente mi sono trovata in una situazione completamente nuova, lontana dai miei cari, lontana dai miei luoghi del cuore, annoiata dalla solita tv e dalla musica, ho trovato la mia isola felice in Disney+. In quel momento così difficile che ha stravolto la mia solita routine fatta di tanto lavoro, mille impegni e pochissimo tempo libero, mi sono lasciata cullare dalla fantasia dei cartoni animati, ho sognato e ho voluto far sognare gli altri. Eravamo tutti chiusi in casa e desideravamo l’odore del mare, ammirare un tramonto o un semplice panorama che non fosse bloccato dai palazzi che affollano le nostre metropoli. Chi non sogna guardando un cartone Disney? Io pertanto ho scelto di collegarlo al mio posto del cuore, la mia bella Napoli, fatta di mille sfaccettature, capace di donarti sempre nuove emozioni.

3) Hypebae ti ha menzionato per i tuoi filtri su Instagram; ti piace proprio usare i social a trecentosessanta gradi! Essendo loro una parte importante della tua vita professionale, cosa ne pensi del dibattito etico che ruota intorno a privacy e social network? Hai avuto modo di vedere su Netflix il documentario The Social Dilemma?
Io credo che come ogni medaglia, anche i social abbiano il loro rovescio. A tal proposito, in “The Social Dilemma” recentemente uscito sulla piattaforma di Netflix, viene raccontata la parte più paurosa di questi, proprio da chi ha avuto l’intuizione di crearli, senza considerare però i molteplici effetti collaterali. Personalmente credo che i social non debbano essere visti come realtà assoluta,ma come un mezzo per farci un’opinione propria, un modo per porsi delle domande su quello che ad oggi, purtroppo o per fortuna è diventata la nostra “second life”.

Intervista a Benedetta Maione

4) Non potevamo non notare che sei un’appassionata di sneakers e che realizzi lavori fantastici inserendone modelli ultra in hype in scene cinematografiche famose. Da dove è nata questa idea?
Tra le mie passioni ci sono anche il cinema e le sneakers. Perchè non fonderle? Scherzi a parte, ho sempre avuto una particolare attenzione per le scarpe utilizzate nei film ed essendo un amante soprattutto dei film che hanno caratterizzato la mia adolescenza, ovvero i bellissimi anni 90’, ho pensato che sarebbe stato interessante attualizzarli con le più hype delle ultime release.

5) Essendo entrati nel tema sneakers, ci sembra doveroso chiederti quanti modelli possiedi? Ti ritieni una sneakerhead?
“Sneakerhead” è un parolone, ne possiedo tante, tantissime e le metto tutte (ahimè alcune sono anche parecchio “vissute”). Non ti so dare un numero preciso, però posso dirti che faccio il cambio di stagione delle sneakers e delle borse. Ti basta? ahahahahah

6) Oltre alle sneakers abbiamo notato che sei appassionata anche di streetwear. Quanto la cultura urban influenza i tuoi lavori?
La mia peculiarità penso sia proprio quella di non avere una sola “cultura”, sono abbastanza versatile (lunatica aggiungerei). Un giorno sono influenzata dallo streetwear, un giorno dalla cultura giapponese, un giorno da Topolino. Pertanto, non credo di avere un stile ben delineato e questo mi permette di sperimentare come voglio. Se ti mettessi dinanzi a 10 dei miei lavori, sono sicura che penseresti che siano stati fatti da persone diverse, non tutti dalla stessa Benedetta Maione.

Intervista a Benedetta Maione

7) Quale, tra tutti, è il lavoro che ti ha dato più soddisfazioni?
Non c’è un lavoro preferito, ognuno mi ricorda qualcosa. Durante il lockdown ogni giorno pubblicavo un lavoro e ora se li guardo dopo mesi riesco a percepire le sensazioni provate ogni giorno durante quel periodo. Non sono bravissima ad esternare quello che provo con le parole, dai miei lavori si evince sicuramente il mio umore.

8) Parlaci di Anti Racism Club. Cos’è e cosa rappresenta per te?
L’idea nasce da una sorta di “Resistenza/Esistenza”: resistenza alle ingiustizie, esistenza dei diritti umani, quindi di noi stessi, delle persone attorno a noi, più vicine o quelle lontane. È un Anti Racism che non va solo a combattere la differenza del colore della pelle. Contro le differenze di idee, di orientamenti religiosi, sessuali o anche del più “superficiale” modo di presentarsi. Un Anti Racism che va contro le “etichette” a 360°

9) Ringraziandoti per l’intervista, vogliamo lasciarti questo spazio per dire quello che vuoi ai nostri lettori.
Per il periodo storico che stiamo vivendo consiglio di avere pazienza, di non arrendersi e di mettersi alla prova cercando nuove sfide, perché credo che proprio dai momenti più difficili possano uscire le idee migliori. Inoltre consiglio di informarsi, di incuriosirsi e di non avere pregiudizi verso niente e nessuno, di lasciarsi affascinare dalle piccolezze, di dare una maggiore importanza ai dettagli ed alle sfaccettature, di una cosa o di una persona, che molto spesso tralasciamo a causa della nostra vita sempre più frenetica, ma soprattutto consiglio di credere in qualcosa e di renderlo possibile.

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