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Storie di Sneakerheads Italiani – EP9 – Giada Giacomazzo

Scopri la storia di Giada: da Padova a Milano per diventare Digital Content Creator e Junior Art Director di Dolly Noire ed Editorial Writer per StockX.

Storie di Sneakerheads Italiani – EP9 – Giada Giacomazzo

Nome: Giada Giacomazzo
Città: Milano
Occupazione: Digital Content Coordinator e Junior Art Director per Dolly Noire srl. ed Editorial Writer per StockX
Profilo Instagram: @disajade_

1) Ci pare doveroso iniziare dalla tua storia personale, raccontaci qualcosa di te! Chi sei, dove sei cresciuta e qual è il tuo background.
Mi chiamo Giada, ho 26 anni e nella vita mi barcameno tra l’essere Digital Content Coordinator e Junior Art Director (ovvero gestisco la produzione e la strategia dei contenuti comunicativi), scrivere articoli per l’editoriale di StockX e partecipare a mille raffle (dove prendo solo L, ovviamente). Sono nata a Padova e quattro anni fa mi sono trasferita a Milano, inizialmente per l’università, poi ho trovato lavoro e ho “messo le tende”. Credo che le cose che più mi rappresentino siano i miei capelli blu, la mia costante propensione a sovraccaricarmi le giornate e la mia passione per le sneakers. Avendo frequentato il liceo artistico, sono un’inguaribile amante dell’arte e dell’architettura, quindi, mi definisco un’amante della sneaker proprio come oggetto di design: amo le silhouette che come forme e design mi ricordano (in totale libertà di associazione) periodi architettonici, contesti storici e artisti che ammiro. Un esempio? La “Nike Zoom Vomero 5 A Cold Wall” è una delle mie scarpe preferite perché il blocco in aggetto sul tallone mi ricorda la forma del museo MAXXI di Zaha Hadid a Roma.

2) Il tuo profilo Instagram è praticamente solo sneakers e streetwear. Dov’è nato questo amore?
La mia “fissa” per le scarpe è iniziata circa tre anni fa; quando ero piccola mi affascinavano ma, non potendo spendere e spandere, era un settore che vivevo forse in modo un po’ ingenuo e molto da distante, invidiando quello che indossavano gli altri. Quando mi sono trasferita a Milano, grazie al lavoro, alla nuova indipendenza economica e ad alcuni amici ho iniziato a innamorarmi, a piccoli passi, finché non c’è più stato niente da fare: ho capito che quello era il mio mondo, un luogo dove ora mi sento a casa.

Storie di Sneakerheads Italiani – EP9 – Giada Giacomazzo

3) Crescere a Padova ti ha aiutato a coltivare questa passione oppure lo ha reso più difficile? Esiste una comunità di sneakerheads?
A Padova non c’era una grande community di sneakerhead quando vivevo lì, ma non era un problema per me, ancora non avevo capito che quello sarebbe stato il mio mondo. Sono sempre stata attratta dagli stili di abbigliamento che esprimono forza, non ho mai amato vestirmi come il buon costume diceva che, in quanto ragazza, dovessi vestirmi; però allo stesso tempo non avevo ancora trovato uno stile in cui definirmi, un qualcosa che mi aiutasse ad esprimere quello che avevo dentro, quindi provavo e sperimentavo. Quando sono arrivata a Milano e lì c’era una community di sneakerhead molto ben sviluppata ho come “unito i puntini” e ho capito che le scarpe e poi di conseguenza lo streetwear erano quello che cercavo. Ora a Padova nel frattempo la scena si è ingrandita e quindi mi fa super piacere, sembra ci sia ancora di più qualcosa che mi rispecchi anche tornando lì.

4) Tu sei Junior Art Director di Dolly Noire ed Editorial Writer per StockX. Vuoi raccontarci come hai iniziato queste esperienze?
Certo, ho iniziato a lavorare 4 anni fa per Dolly Noire, inizialmente con uno stage come Graphic Designer. Nel frattempo le cose si sono ingrandite e fatte sempre più serie e al momento sono una di quelle che è lì da più tempo: ho appena firmato l’indeterminato!
La mia esperienza con StockX invece è iniziata quest’estate, quando dopo aver visto la mia rubrica SNEAKERS’TALE che tengo su instagram, il Marketing Manager di StockX Italia mi ha contattata per farmi i complimenti e propormi di scrivere per loro. Per me è super divertente, è una valvola di sfogo, posso scrivere di argomenti scelti da me e quindi ho aperto una rubrica dedicata alle donne sneakerhead “In Her Sneakers”. La mia ultima serie “Le sneakers che vorremmo (in woman size)” è il progetto di cui vado più fiera.

5) Ora passiamo alle domande sulle tue sneakers. Qual è stato il primo paio che hai comprato?
Penso che il mio primissimo paio di scarpe, sia stato un bel paio di Air Force 1 bianche, belle semplici, che ho utilizzato per anni e ricomprato varie volte. Poi quando mi sono trasferita a Milano ho iniziato a collezionarle e il mio primo paio degno di nota è stata la Yeezy 500 utility black che, nonostante io non sia una fan Adidas o Yeezy (è l’unico paio che ho in effetti), me ne ero innamorata. Amo contraddirmi ahah

Storie di Sneakerheads Italiani – EP9 – Giada Giacomazzo

6) Oggi quante ne possiedi?
In realtà non ne possiedo tantissime, sia perché cerco di non spendere tutto lo stipendio in scarpe (missione molto difficile) sia perché preferisco “poche ma buone”. Ne avrò circa una ventina di “buone” e poi altre che tengo come beaters.

7) Se dovessi scegliere la tua TOP 3 di tutti i tempi, quali sneakers sceglieresti?
Mmh, domanda difficile. Siccome dirti tra quelle che ho quali sono le mie preferite è come dire a una mamma di scegliere tra i suoi figli chi è il favorito, ti dirò la mia top 3 di scarpe che vorrei tantissimo ma non ho: Nike Dunk SB Low Stussy Cherry, Jordan 1 Retro High Igloo (nonostante io non sia una fan delle Jordan 1, ma come dicevo amo contraddirmi ahah) e Jordan 4 Retro Kaws.

8) Qual è il brand al quale sei più legata?
A livello di sneakers penso Nike e Jordan (a pari merito, non posso decidere ahah), a livello di abbigliamento invece Ambush, sono proprio una fan.

Storie di Sneakerheads Italiani – EP9 – Giada Giacomazzo

9) Come abbini il tuo outfit alle tue sneakers? Segui dei criteri predefiniti?
No, non seguo mai dei criteri predefiniti, mi lascio ispirare da vari concetti estetici che possono essere: affinità cromatica, somiglianza materica oppure ispirate a un mood molto simile. Non mi piace seguire gli schemi sempre nello stesso modo, di solito vado anche a periodi o in base a come mi sento. In ogni caso parto quasi sempre dalla scarpa e poi costruisco il resto.

10) Se potessi indossare un solo paio di sneakers per il resto della tua vita, quale sarebbe e in che colorazione?
Le Jordan 4, amo la silhouette, la comodità, mi sento di poter conquistare il mondo quando le ho addosso. Penso che la mia preferita sia la Bred, la uso tantissimo e abbino con tipo quasi tutto, è una cw molto versatile.

11) Oggi la cultura delle sneakers sta vivendo il suo periodo d’oro. Pensi sia dovuto solo ai social media oppure c’è una ragione particolare?
Secondo me le ragioni di questo rifiorire (considerate che per me il periodo d’oro sono gli anni 90, primi 2000, lì è nata tutta la fucina culturale alla quale le scarpe di oggi si ispirano) sono principalmente quattro: lo sviluppo dei social media e degli influencer di settore, la divisione del mercato in nicchie di acquisto, il fascino nostalgico verso gli anni ’90 e le collaborazioni che permettono di rendere ancora più “speciale” una scarpa (non dico hype volutamente perché per me non è solo quello il fattore che rende una sneakers importante).

Storie di Sneakerheads Italiani – EP9 – Giada Giacomazzo

12) Dove compri solitamente le sneakers? Hai un rivenditore di fiducia?
Dove riesco mi viene da dire. SNKRS credo mai dato, dato che non riesco a coppare. Di conseguenza mi affido a negozi come One Block Down, Slam Jam o rivenditori privati che tampino per mesi finchè non cedono e riesco ad aggiudicarmi la scarpa a un prezzo decente. Recentemente ho iniziato a prendere qualche paio anche su StockX, quando trovo l’occasione.

13) Hai un paio che hai sempre voluto ma che purtroppo non sei riuscita a coppare durante la release?
Le Jordan 4 in collaborazione con Off-White, quel beige mi ha fatto perdere la testa, peccato di non essere stata corrisposta.

Storie di Sneakerheads Italiani – EP9 – Giada Giacomazzo

14) Hai mai pensato a qualche progetto che potrebbe far coinvolgere i giovani sneakerheads?
Il mio progetto SNEAKERS’TALE che ho creato sul mio instagram ha proprio questo obiettivo: non parlare della storia della scarpa in quando scarpa prodotta da un brand o da un designer in un determinato periodo, bensì raccontare la storia che una persona ha su una scarpa e che cosa rappresenta per quella persona, questo per mostrare che esiste altro oltre all’hype, che le scarpe sono legate a doppio filo ai nostri racconti di vita quotidiana e quindi non si può non provare qualcosa per loro. È la volontà di mostrare il lato romantico, quello dell’amore per una scarpa in modo che non sia solo un motivo per “prendere like”, soprattutto alle generazioni più giovani.

15) Se vuoi aggiungere qualcos’altro, questo è il momento e lo spazio giusto per farlo.
Un consiglio per i più giovani, soprattutto le ragazze perché io ci tengo tantissimo che si sentano incluse in questo sneakers game: apri gli occhi e guarda chi ti sta attorno, sii sempre disponibile ad ascoltare e non perdere la curiosità per informarti sul passato ma poi infilati un paio di scarpe, quelle che ti fanno sentire davvero bene, e cammina decisa verso il tuo obiettivo.

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