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Il nuovo suono di Roma – Alla scoperta di Yamba

Andiamo alla scoperta di Yamba, giovane artista romano che vuole far parlare di sè con il suo stile e i suoi testi.

Nome: Biagio aka YAMBA
Città: Roma
Occupazione: Rapper
Profilo Instagram: @yambabroda

1) Ciao Biagio e grazie mille per averci concesso questa intervista, partiamo da una tua veloce presentazione: raccontaci chi sei, dove sei cresciuto e qual è il tuo background.

Mi chiamo Biagio, in arte Yamba, nato e cresciuto a Roma (anche se la famiglia ha origini siciliane). Fin da quando avevo dodici/tredici anni mio padre faceva ascoltare a me e mio fratello un sacco di dischi, anche di generi molto diversi, come: De Andrè, TuPac o Jazz. Poi, dai 14 anni, ho cominciato a buttare giù le mie prime rime e tutto è venuto da sè: trovare gli studi, il mio primo gruppo (Junior Broda) coi miei amici. Ho iniziato a fare le prime canzoni ricevendo un ottimo riscontro dalle persone sui social, il che mi ha spinto ad intraprendere sul serio questa carriera e a fare tanta gavetta.

2) Scendendo nel particolare: cosa ti ha spinto ad intraprendere una carriera nella musica? Perchè proprio il rap?

In casa mia sono sempre stato in contatto con arte, spettacolo e cultura. Fuori casa, in un contesto più umile come la periferia romana, il rap era il modo di esprimersi più semplice per un ragazzo: bastava un beat e un foglio per far sentire al mondo la tua voce. All’inizio non pensavo di crearmi una “carriera” nella musica. Musicalmente sono nato facendo freestyle per strada. Ma è grazie alla spensieratezza e naturalezza di quei giorni che, ora, con un contratto e un team di professionisti con me, posso parlare di qualche cosa che non sia il semplice “spaccare”, ma sto dando voce alla mia passione.

3) Chi sono stati i gruppi/rapper che hai ascoltato di più crescendo e c’è qualcuno da cui trai ispirazione oggi per i tuoi pezzi?

Sono cresciuto ascoltando sia rap americano, come 50 cent, Jay-Z, TuPac o Notorious che rap Italiano come Dogo, Truceklan e Co’Sang. Non mi ispiro a qualche artista in particolare, lascio spazio alla mia personalità spaziando la musica che ascolto dai vecchi artisti sopra citati fino al rap inglese o il raggaeton.

4) C’è chi divide il rap in Old School vs New (Trap, etc): nella tua musica ci è sembrato di trovare entrambe le facce della medaglia (penso soprattutto a Marana), ti ci ritrovi? 

Sì, mi ci ritrovo. Marana ad esempio è un pezzo con l’808 e con i kick mega aggressivi. Mi sono sempre affidato a produttori in grado di riprodurre entrambi i suoni (Old e Trap). Vengo dall’Old School, solo beat e rime, ma bisogna ammettere che ora ci sono nuovi mezzi più veloci per far suonare un pezzo in cui, prima, non ci si immaginava nemmeno di incastrarci delle rime. Per me ora non si tratta più di fare 100 rime aggressive su un foglio, ma fare una canzone che parli di qualcosa, senza dimenticarmi dell’impatto e della tecnica.

5) Cosa distingue Yamba dal resto della scena hip pop Italiana?

A volte credo che le persone non colgano quello che rappresento, si fanno ingannare dal look di strada, il che li porta ad etichettarmi senza conoscermi veramente. Mi piace l’hip pop perchè non ha regole. Nel resto della scena hanno tutti più o meno delle regole, è difficile vedere un artista uscire “dal personaggio”, in questo io sono diverso, mi piace rimanere eclettico, andare su qualsiasi cosa, scoprire nuove cose o riadattare il passato al presente, non mi preoccupo di quello che possono pensare gli altri.

6) Come scrivi i tuoi testi: sentiamo di rapper che scrivono ispirati da un’ispirazione fulminea e altri che invece sono più riflessivi e hanno bisogno di più tempo, nel tuo caso come funziona?

Nel mio caso è un processo molto fulmineo, so quello che voglio dire e mi lascio guidare dal momento, senza sapere esattamente cosa succede.

7) Molti testi prodotti negli ultimi anni hanno al centro lo “show off”: ho la macchina figa, la tipa figa, l’orologio figo, etc… Nei tuoi brani si coglie una gran voglia di comunicare e raccontare esperienze e stati d’animo, è così? da dove nasce questa voglia?

Non mi interessa quello che fanno tutti gli altri, tutto quello che scrivo descrive un’esperienza che voglio comunicare. La voglia nasce dal fatto che quando ho cominciato a fare musica era un periodo non facile della mia vita, nel quale avevo bisogno di buttare fuori e comunicare al mondo con la mia musica.

8) Quali sono le difficoltà a cui va incontro un giovane artista che vuole sfondare nel mondo della musica? 

Sicuramente è un ambiente pieno di insidie, anche se agli occhi del pubblico può sembrare facile. Devi essere bravo a scegliere le persone che vuoi intorno a te e avere in mente una visione sul tuo progetto: cosa vuoi dire e a chi. Le possibilità di farsi sentire sono molte, visti i numerosi social come Youtube, ma ci sono difficoltà nell’essere originali e nell’essere costanti. L’ambiente è pieno di strette di mano rapide, anche io all’inizio sono capitato in situazioni contrattuali promettenti che poi non si sono rilevate tali.

9) Ti sei posto degli obiettivi quando hai iniziato a fare musica? se sì, dove ti vedi tra 3/4 anni musicalmente parlando?

Mi vedo tra tre/quattro anni nel pieno di quello che sto facendo, sicuramente con me e la mia gente più in alto di dove siamo adesso, molto più in alto. l’obiettivo che mi sono posto è quello di essere rilevante per sempre, questa è una grande sfida perchè non è facile rimanerlo. Tanta gente mi mostra affetto e non posso darlo per scontato.

10) Grazie mille per la disponibilità Yamba, ultima domanda: Cellophane a Gennaio, Marana a Marzo e 2Madri a fine Aprile … cosa bolle in pentola? è in arrivo un album?

Grazie a voi ragazzi, stanno bollendo in pentola davvero tante cose. Collaborazioni che scottano, siamo saliti a Milano per fare cose fighe. Album? Chissà… grazie a tutti i ragazzi che mi supportano e quando meno ve lo aspettate arrivo con l’album e spacchiamo tutto!

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