Marty Supreme: Il film che trasforma Il Ping Pong in leggenda

Marty Supreme: un mito americano al cinema
Premessa onesta: Marty Supreme non è un semplice film sul ping pong. Piuttosto, è un biopic romanzato che celebra un mito americano reale, un personaggio la cui leggenda cresce a ogni scena. Diretto da Josh Safdie, che per la prima volta si separa dal fratello Benny, il film non racconta una storia lineare: la scaraventa addosso allo spettatore con franchezza e ritmo vertiginoso. La scena dei titoli di testa è già destinata a diventare iconica, così come la colonna sonora e la selezione musicale curata da Daniel Lopatin, straordinaria e immersiva.

Ping pong tra leggenda e realtà
Il protagonista cinematografico, Marty Mouser (ispirato al vero Marty Reisman), vive nella zona grigia tra verità e mito. Il film prende il tavolo da ping pong e lo trasforma in un vero e proprio ring: ogni scambio diventa una sfida quasi criminale, ogni partita un gioco di furbizia e sopravvivenza. Non c’è la retorica da film sportivo motivazionale: qui il tennis tavolo è ego, fame, sopravvivenza. Una fame vera, figlia del Lower East Side di New York negli anni ’50.
Timothée Chalamet e la New York degli anni ’50
Con Timothée Chalamet nel ruolo di Marty, il film mescola sesso, soldi sporchi, sigarette e ambizione, senza chiedere allo spettatore di provare compassione: qui si tratta di adorare l’anti-eroe mentre bara, perde e vince. La fotografia sensazionale e la ricostruzione storica della New York post-bellica rendono il film spietato e realistico, tra relazioni tormentate, amori impossibili e la ricerca di un proprio posto nel mondo. Marty è tanto vincente quanto cadente, tra miseria e nobiltà, in un’epoca in cui la rivalità tra Stati Uniti e Impero Giapponese segna ancora il dopoguerra.

La vera storia di Marty Reisman
Il vero Marty Reisman nacque a New York nel 1930 e crebbe tra le strade più dure della città. Prima truffatore che atleta, guadagnava sfidando sconosciuti nei peggiori locali di Manhattan, giocando a biliardo e ping pong, barando quando necessario e leggendo gli avversari come carte scoperte. La sua carriera sportiva è leggendaria: 22 titoli nazionali, un secondo posto ai mondiali e vittorie internazionali. Marty non aveva botte di fortuna clamorose: aveva metodo, furbizia, talento e una faccia tosta che gli permetteva di conquistare anche personaggi come Gwyneth Paltrow.

Un anti-eroe da amare
Marty Supreme è un film su come la strada possa trasformarsi in eccellenza, su come la furbizia e l’arte dell’arrangiarsi possano creare un campione. È l’anti-eroe per eccellenza, tra mito e realtà, e dimostra che la genialità può essere irregolare, le vittorie possono essere strappate alla vita, e lo sport può diventare spettacolo puro. Se cerchi un biopic edificante, questo non è il film giusto. Ma se vuoi una storia di talento storto, furbizia, e leggende del tennistavolo americano, allora Marty Supreme è imperdibile.
Un articolo di Marco Lomonaco